Arrosto arrotolato alla birra: come prepararlo

arrosto arrotolato alla birra tagliere

Hai mai provato l’arrosto arrotolato alla birra? No? Allora ti veniamo incontro noi con questa ricetta. Pronto a scoprirla?

L’arrosto è un classico piatto della cucina italiana. Che può essere preparato seguendo innumerevoli varianti e con svariati ingredienti. Ma, oltre alle tradizionali versioni, che vedono al centro della sua preparazione l’utilizzo del vino bianco, esiste anche la ricetta per un arrosto arrotolato alla birra. Eccola qui, nella versione che prevede l’uso di speck e funghi. Continua a leggere per saperne di più…

Una ricetta sfiziosa con la famosa bevanda

L’utilizzo della birra come ingrediente per preparare sempre più varie e numerose ricette è, ormai, un dato di fatto anche nelle consuetudini culinarie del Bel Paese. In questo caso, infatti, è la birra a contribuire alla cottura, insaporendo in maniera inedita e con esiti decisamente interessanti la carne di vitello e l’intera pietanza. Qual è la sua peculiarità? Be’, la bontà del piatto deriva dall’accostamento dello speck, dei fughi e del formaggio Emmentaler alla carne di vitello sfumata nella birra chiara. Gli arrosti arrotolati alla birra sono senza dubbio un’idea originale!

Arrosto arrotolato alla birra: ingredienti

  • Fesa di vitello – una fetta da 1 kg
  • Speck – 120 gr
  • Emmentaler – 120 gr
  • Olio EVO – 6 cucchiai
  • Carote – 1
  • Cipolle – 1
  • Sedano – 1 costa
  • Salvia – 4 foglie
  • Rosmarino- 3 rametti
  • Sale fino – q.b.
  • Pepe – q.b.
  • Birra chiara – 330 ml
  • Funghi – 250 gr
  • Aglio – 1 spicchio
  • Prezzemolo – 1 ciuffo

Arrosto arrotolato alla birra: preparazione

Incomincia dalla crema di funghi, con cui farcirai il rotolo di vitello. Pulisci i funghi e affettali. In una padella fai imbiondire l’aglio in 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva. Aggiungi i funghi e lascia cuocere per 5 minuti. Subito dopo aggiungi il prezzemolo tritato, sale e pepe, facendo proseguire la cottura per altri 4 minuti. Frulla il composto ottenuto in un mixer, ricavando una crema non troppo fine.

Stendi su un piano la fesa di vitello, appiattendola col batticarne. Ricoprila con fette di speck prima, con il formaggio dopo, e poi la crema di funghi ancora tiepida. A questo punto arrotola la carne, e lega il rollè ottenuto con spago da cucina. Infila le foglie di salvia e rosmarino tra spago e carne, e deponi la carne così trattata in una padella alta. Versa 4 cucchiai d’olio e inizia la cottura della carne per fare sigillare il rotolo in maniera ideale.

Affetta la cipolla in grossi pezzi, con il sedano e la carote, e aggiungi il tutto nella padella. Aggiusta di sale e pepe, e lascia andare la cottura per 40 minuti a padella coperta, lasciando un piccolo spazio di fuoriuscita dei vapori di cottura. Durante il processo di cottura, bagna di tanto in tanto l’arrosto con la birra, facendo in modo che la carne e il fondo non si asciughino mai troppo. Per far ciò utilizza uno stuzzicadenti di legno per testare la consistenza della carne e, soprattutto, il grado di irrorazione.  

A cottura ultimata, utilizza il fondo composto dalla birra e dalle verdure in una ciotola, frullando il tutto con un frullatore a immersione. Otterrai così la salsina che andrà ad accompagnare l’arrosto una volta tagliato a fette e impiattato. E buon appetito!

Arrosto arrotolato alla birra: consigli per la scelta degli ingredienti

La ricetta dell’arrosto arrotolato alla birra non è particolarmente complessa. Il segreto sta nel non far cuocere la carne in maniera eccessiva, e di verificarne con uno stuzzicadenti – di tanto in tanto – se il rollè rimane ben irrorato. E ricorda che, in alternativa al vitello, puoi usare anche la carne di maiale.

Come vedi, anche in questo caso, la birra si sostituisce in maniera egregia al vino bianco, imponendosi con le sue qualità gustative e aromatiche del tutto particolari. Magari, per questa ricetta, ricorri a una birra della “Linea Chiara” del Birrificio San Biagio, che propone una selezione di birre artigianali dalle tonalità diverse – dagli aromi floreali a quelli fruttati – con il denominatore comune delle delicatezza. Si tratta, infatti, di birre ideali per l’aperitivo e per accompagnare il pasto, ma anche per un gustoso impiego dietro i fornelli.

Le birre giuste

In particolare, sono tre le birre chiare che si sposano perfettamente con il compito di accompagnare l’arrosto: la Verbum, la Aurum e la Gaudens.

Verbum

Partiamo dalla Verbum. Appartenente alla famiglia della Weizen tedesca, è una classica birra artigianale bianca, che si distingue per una schiuma che ricorda per aspetto e consistenza la panna montata, rimanendo a lungo sul bicchiere. I lieviti utilizzati per la sua preparazione la rendono quasi bianca, con interessanti venature verdastre. Al naso si offre con profumi di lievito e frutta, con sentori di vaniglia in evoluzione, mentre al palato una decisa frizzantezza si accompagna a una quasi totale assenza di amaro. Il tutto per un effetto finale particolarmente fresco.

Aurum

L’altra chiara della scuderia San Biagio è la Aurum. Il nome latino di questa birra, che si traduce con “oro”, rievoca in maniera efficace il suo colore, caldo e dorato. Questa Strong Ale si distingue per la dolcezza, da cui emergono profumi di malto e di luppolo con profumi di caramello in evoluzione, mentre al palato si rivela corposa e al contempo piacevolmente morbida.

Gaudens

Last but non the least, c’è la Gaudens. Una birra chiara dotata di schiuma fine, compatta e aderente, tanto da lasciare il caratteristico “anello” sul bicchiere a ogni sorsata. Il colore chiaro è attraversato da bei riflessi ambrati. Ha un piacevole bouquet, in cui si distinguono le profumazioni del malto e del luppolo, mentre in evoluzione sprigiona sentori di tostato e di frutta. Ha una piacevole frizzantezza, e si impone con un corpo leggero e moderatamente amaro.

Ognuna con le sue caratteristiche, queste birre possono egregiamente prestarsi alla preparazione di uno squisito arrosto arrotolato alla birra. Magari optando per la nota dolce di una o l’aromaticità di un’altra, prevedendone l’interazione con gli altri ingredienti della ricetta. A dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che la birra artigianale può e dev’essere non solo la regina della tavola, ma anche della cucina.

Mi auguro che questa ricetta stuzzichi le tue papille gustative. E ora tocca a te metterti dietro i fornelli e scoprire fino in fondo le doti della birra!

Se adori la cucina, ti consigliamo di leggere anche l’articolo dedicato alla cucina romana e alle birre artigianali!

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