Come conservare la birra artigianale: guida completa

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Come conservare la birra artigianale? Sicuramente con il giusto mix di regole! Condizioni ambientali, gestione delle bottiglie e dell’invecchiamento fanno la loro parte. Consentono infatti di preservare le caratteristiche della cosiddetta “birra cruda”. Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono tutti gli accorgimenti e i segreti da seguire!

Consigli per mantenere intatte le caratteristiche della bevanda

L’avresti mai detto? Conservare in maniera ottimale la birra è una garanzia per continuare ad apprezzarne le caratteristiche nel corso del tempo. Ecco perché è così importante! Pronto a scoprire i tre elementi base della conservazione?

Come conservare la birra artigianale: i tre elementi base

La conservazione delle birre artigianali è prima di tutto, legata alle loro caratteristiche specifiche. Perché? Si tratta di birre, infatti, non filtrate e non pastorizzate. Per questo motivo diventa di basilare importanza la scelta del luogo, che deve essere subordinata a tre fattori:

  • luce

  • calore

  • umidità.

Questi tre elementi vanno tenuti sempre sotto controllo, dal momento che possono alterare le caratteristiche della birra. La luce diretta è decisamente dannosa per la birra: le sostanze contenute dal luppolo – una volta disciolte – diventano fotosensibili, degradandosi rapidamente. Gli sbalzi termici, legati a spostamenti o cambi di collocazione delle bottiglie, sono anch’essi responsabili del deterioramento delle qualità proprie della birra.

Infine, la temperatura è l’altra variabile fondamentale. È necessario che la birra sia esposta a una temperatura stabile, e che risponda alle indicazioni fornite dal produttore. Le birre a bassa fermentazione sono le più sensibili alla temperatura, e devono essere conservate tenendo in maggior conto la catena del freddo.

Come conservare la birra artigianale: conservare è come difendere

come conservare la birra artigianale tappiQuindi evita sempre di esporre le bottiglie e la birra a fonti di luce diretta e a sbalzi di temperatura. Come? Mettile al riparo da possibili alterazioni del contenuto:

  • sapore
  • odore
  • qualità organolettiche.

La scelta del luogo deve quindi tenere conto di queste caratteristiche, individuando un ambiente fresco e asciutto dove tenere le bottiglie. All’interno del quale, inoltre, non siano presenti odori e profumi particolarmente intensi.

Anche il posizionamento delle bottiglie stesse ha rilievo tra le indicazioni su come conservare la birra artigianale.

Tutto dipende dal tipo di tappo che viene utilizzato. In presenza di tappo a corona, la bottiglia va tenuta in posizione verticale. Con il tappo di sughero invece è meglio disporle orizzontalmente, lievemente inclinate verso l’alto. Questo accorgimento si prende in considerazione del fatto che, dentro una bottiglia di birra cruda, è presente il lievito. E una volta aperta? Scoprilo nel paragrafo che segue…

Una volta aperta, va consumata in breve tempo

come conservare la birra artigianale fustiUn’ultima accortezza importante è che, una volta aperti un fusto o una bottiglia, è consigliato consumare il contenuto in breve tempo. Ti stai chiedendo perché? Per evitare che la birra si ossidi, rovinando qualità e gusto del prodotto.

Naturalmente, la conservazione delle birre artigianali deve tenere conto della scadenza, di gran lunga più “veloce” di quella presentata dalle birre di produzione industriale. Tendenzialmente, una birra cruda andrebbe conservata per non più di un anno e mezzo a partire dalla data di produzione.

Infine, è importante anche la scelta dei contenitori per la conservazione. Come il vino e altre bevande alcoliche, la birra può invecchiare, ma ogni birra ha le sue caratteristiche specifiche. Le birre a bassa fermentazione tendono a perdere il loro tenore di luppolo e a ossidarsi più rapidamente, per cui vanno consumate prima. Ma ci sono birre che, al contrario, assumono caratteristiche e proprietà grazie all’invecchiamento. In questo senso, contano non solo le indicazioni relative al prodotto, ma anche quelle fornite dal produttore.

Nel caso delle birre a elevato grado alcolico, o con un forte livello di luppolatura, l’invecchiamento è un elemento in grado di esaltarne le caratteristiche. E, di solito, sulle bottiglie non è indicato un termine di scadenza e di consumazione. Per tutti i dettagli, leggi il nostro articolo “Birra scade: te lo stai chiedendo anche tu?”.

Come conservare la birra artigianale: ossidazione

Ricorda che, una volta aperta una bottiglia il suo contenuto andrà consumato entro breve tempo. Come mai? A contatto con l’ossigeno, infatti, il processo di ossidazione è estremamente rapido. La birra così è soggetta a un veloce decadimento del gusto e delle sue migliori qualità.

I contenitori ideali sono i fusti che consentono una conservazione migliore rispetto alle bottiglie. Perché? Grazie alla loro capacità di mantenere stabile luce, temperatura e pressione al loro interno.

Come conservare la birra artigianale: le nostre birre

Le birre prodotte dal Birrificio San Biagio appartengono a entrambe le “categorie”: da consumo più rapido come da invecchiamento. E per questo motivo tutte da “curare” in maniera accurata in quanto a conservazione. Proposte in eleganti bottiglie, le birre San Biagio sono preparate con un processo di rifermentazione che salvaguarda l’integrità del prodotto. Senza dubbio l’ideale sia per un consumo “rapido” sia per un invecchiamento che ne esalti le straordinarie caratteristiche qualitative e organolettiche.

Qualità legate all’utilizzo di orzo distico primaverile biologico, luppoli, miele e alloro: tutti prodotti provenienti dal territorio. Insieme all’acqua di Nocera Umbra, dotata di proprietà uniche e terapeutiche. Un discorso che trova esaltazione nelle differenti declinazioni che fanno parte del “catalogo” del Birrificio San Biagio. Vuoi scoprire di quali stiamo parlando? Ecco le linee!

Le linee prodotte nel Monastero di San Biagio

A partire, dalle “Birre artigianali Accademia”, linea classica nata nel Monastero di San Biagio. Qual è la peculiarità di questa linea? Le birre sono prodotte con ingredienti e procedure che hanno per obiettivo quello di realizzare prodotti diversi e originali. Un esempio? La birra artigianale ambrata Monasta, al doppio malto, o le birre Gaudens, Aurum e Verbum, che si distinguono per toni e caratteristiche più dolci. Passando per la Linea Speciale, che annovera le birre più originali e inconfondibili, come la Noel, con ingredienti che cambiano ogni anno.

Il Birrificio San Biagio, attivo nell’omonimo monastero di Nocera Umbra – nel cuore del Parco del Monte Subasio – ha messo a frutto, nei suoi 15 anni di attività, tutta la secolare tradizione monastica. Come? Producendo vere e proprie eccellenze birrarie.

Nel 2000 il monastero fu ristrutturato, e individuata nell’attività birraria uno degli elementi di continuità con quel luogo e con la storia che conteneva. A quando risale? All’indomani della caduta dell’Impero romano quando i Monaci Benedettini incominciarono a diffondere in Italia la nuova religione e… la birra. Davvero tanto tempo fa, non trovi? Ed è così che è nata qui la prima Birra Italiana artigianale di ispirazione monastica, aprendo a un processo virtuoso di ricerca, conservazione e utilizzo delle più antiche conoscenze.